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Il successo dell'iniziativa supera rapidamente - è proprio il caso di dirlo - i confini delle persone coinvolte. Nel triennio 1984-1986 le richieste di partecipazione a questi programmi si moltiplicano. E questo non soltanto da parte dei ragazzi disabili che vedono aprirsi, grazie a questa iniziativa, nuovi spazi di vita, ma anche da parte di nuovi volontari, che chiedono di condividere quella che da subito si presentava come un'esperienza ricca e innovativa, capace di aprire nuove prospettive al mondo della disabilità.
In questo quadro di sperimentazione entusiasta che dà vita a positivi momenti di crescita per tutti, nasce il primo scambio internazionale.Il progetto si chiama Un ponte Italia-Usa. E come tutti i ponti allude a un percorso a due vie, che coinvolge disabili italiani e americani, uniti nella scoperta dei rispettivi Paesi, delle rispettive realtà. L'apertura internazionale e le dimensioni che ormai l'esperienza ha raggiunto pongono però nuove esigenze organizzative e di riflessione.
Così, nel settembre del 1986, nasce "A.T.L.HA, Associazione Tempo Libero Handicappati". La sua missione è quella di occuparsi del tempo libero delle persone disabili per favorirne la più ampia integrazione sociale. Indispensabili corollari di questa missione sono la sensibilizzazione dell'opinione pubblica ai temi della disabilità e la valorizzazione del volontariato, inteso non soltanto come motore dell'associazione, ma come indispensabile fattore di sviluppo dell'intera società.
Ma poi, nel corso degli anni, sono molti i Paesi verso cui l'associazione ha costruito ponti che hanno consentito ilpassaggio di giovani disabili da un mondo all'altro. L'elenco, oltre agli USA, comprende Australia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Ungheria. Sono quasi 1.000 i giovani di queste nazioni che hanno partecipato a programmi di scambio e 50 sono i partner che, in tutto il mondo, hanno aderito a queste iniziative.
Tra di esse, organizzazioni di categoria, cooperative sociali, scuole, sindacati, pubbliche amministrazioni, ministeri, comunità etniche locali e così via. Per Atlha c'è poi la partecipazione (a partire dagli anni '90) ai programmi europei Gioventù e Servizio Volontariato Europeo. Così se il primo prevede scambi socio-culturali e itinerari formativi internazionali per gli operatori, il secondo consente di essere ponte per tutti i giovani europei che vogliano essere protagonisti di una esperienza di volontariato nei Paesi dell'Unione.
Ma prima ancora dei rapporti internazionali - che si configurano come veri e propri momenti di crescita interculturale - ci sono quelli nazionali, che permettono il radicarsi del turismo terapeutico nel nostro Paese. Numerosi sono infatti ogni anno i viaggi e i soggiorni che vengono organizzati da Atlha. Ma non c'è solo questo…e con la visita al nostro nuovo sito vi invitiamo a scoprire la nostra magnifica realtà…il viaggio è appena cominciato!!