AIL - Associazione Imprenditori Lombardi

Ci sono pervenute segnalazioni in merito ad alcune banche che stanno rallentando l'erogazione dei prestiti Covid con garanzia dello Stato fino a €.25.000,00 per effetto dell'espletamento di istruttorie e valutazioni discrezionali volte ad accertare il merito creditizio con richieste talvolta anche poco comprensibili.

Dovete sapere che si tratta di finanziamenti con garanzia pubblica al 100% e quindi che tali prassi potrebbero risultare in contrasto con le finalità dell'intervento e le indicazioni dell'ABi.

L’ Associazione segnalerà agli enti preposti, tutte quelle prassi da Voi segnalateci che ci appariranno in contrasto con lo spirito della Legge e la necessità dell'intervento.  Peraltro, se da una parte le nostre imprese sono tenute a valutare con responsabilità e oculatezza la possibilità di attingere a queste risorse che rappresentano pur sempre un debito aggiuntivo, dall'altra crediamo sia opportuno, far sentire, anche per le operazioni soggette a istruttoria, un po' di pressione sul sistema bancario in questo particolare delicatissimo momento.   

Ecco in merito il parere al nostro Consigliere associato Dr. Giancarlo Muliari

La legge prevede l'automatica concessione della garanzia (verificati solo i requisiti dimensionali) ma non l'automatica erogazione.

Cioè in definitiva le banche si possono rifiutare di erogare pur in presenza di garanzia pubblica al 100% anche se questo risulterebbe in contrasto con lo spirito dell'intervento. 

 In una recente circolare l'ABI ha chiarito, con riferimento ai finanziamenti di liquidità fino a 25.000 di cui all'art.13 comma 1 lettera m) del d.l. 8 aprile 2020 n.23, che "Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del Fondo. La Banca potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l'esito dell'istruttoria del gestore del fondo medesimo". E' vero che potrà è diverso da dovrà, ma certo lo spirito dell'indicazione che emerge mi pare ben chiaro essendo funzionale a dare risposte rapide ed immediate alle esigenze di liquidità delle imprese.

Ancora ieri il direttore dell'Abi ha dichiarato in audizione alla Commissione Parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario di aver rafforzato, d'intesa con il MISE e il gestore del fondo garanzia, il ruolo delle autodichiarazioni delle imprese richiedenti la garanzia e il finanziamento, anche per quanto riguarda la dichiarazione di non essere un'impresa in difficoltà al 31.12.2019.

L'entità del prestito di cui si discute infine non pare giustificare le preoccupazioni degli istituti di credito pur soggetti alle norme del TUB e che si ritengono dunque esposti a responsabilità per incauto affidamento. E' peraltro auspicabile sul punto un intervento del Governo per evitare di vanificare i buoni propositi. 

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